lunedì 15 giugno 2009

SI AL REFERENDUM DEL 21 GIUGNO


Domenica 21 giugno gli italiani saranno chiamati ad esprimere il proprio voto per il referendum abrogativo riguardante la legge elettorale 270/2005, detta anche “legge Calderoli”. Il Partito Democratico di Santa Maria a Vico, discutendo e confrontandosi al proprio interno, ha deciso di seguire la linea indicata dal segretario nazionale Franceschini di optare per il SI per tutti e tre i quesiti referendari. Urge, però, la necessità di spiegare in cosa consistano le modifiche alla legge che si apporterebbero in caso di raggiungimento del quorum e di vittoria del SI. I primi due quesiti (modulo rosso e modulo bianco) riguardano il premio di maggioranza alla lista più votata. Si voterà per modificare i commi 2 e 4, rispettivamente degli articoli 83 e 17 della legge elettorale che prevedono, attualmente, il premio di maggioranza anche a coalizioni o apparentamenti di partiti. In caso di vittoria del SI, il premio di maggioranza andrà solo ad una lista rappresentante un partito, il che spingerebbe gli attuali soggetti politici a perseguire, sin dalla fase preelettorale, la costruzione di un unico raggruppamento, rendendo impraticabili soluzioni equivoche ed incentivando una significativa ristrutturazione del sistema partitico. Si aprirebbe, per l’Italia, una prospettiva tendenzialmente bipartitica, con conseguente eliminazione della frammentazione dentro le coalizioni. Il primo quesito prevede l'eliminazione di questa pratica per la Camera ed il secondo per il Senato. Il terzo quesito (modulo verde), invece, mira a colpire l’ulteriore aspetto di scandalo rappresentato dalle candidature multiple e dalla cooptazione oligarchica della classe politica. Votare SI significherebbe eliminare questa pratica che induce inevitabilmente ad atteggiamenti di sudditanza e di disponibilità alla subordinazione dei cooptandi, atteggiamenti che danneggiano fortemente la dignità e la natura della funzione parlamentare. Il PD di Santa Maria a Vico invita a votare SI per tutti i quesiti ed invita, inoltre, chi volesse confrontarsi ed informarsi maggiormente sull'argomento a partecipare all'incontro di giovedì 18 giugno, alle ore 20 presso la sezione cittadina, cui sono stati invitati anche i segretari di tutti i partiti locali, centrodestra e centrosinistra, per un confronto chiaro ed aperto.

domenica 14 giugno 2009

STATUTO CIRCOLO PD SANTA MARIA A VICO

STATUTO DEL CIRCOLO TERRITORIALE
DEL PARTITO DEMOCRATICO
DI SANTA MARIA A VICO

Preambolo

Nel rispetto della Costituzione, dello Statuto Nazionale e dello Statuto Regionale della Campania, il Partito Democratico (in seguito solo PD), Circolo Territoriale di Santa Maria a Vico, s’ispira ai principi di tutela della dignità della persona umana, della cultura di genere, della libertà democratica, della giustizia sociale e della solidarietà, al fine di garantire a tutti i cittadini le libertà individuali e assicurare uguali opportunità nell’affermazione delle proprie aspirazioni civili, economiche e politiche.

Il PD Circolo Territoriale di Santa Maria a Vico s’impegna al pieno rispetto e applicazione degli articoli dello Statuto Regionale riguardanti

gli strumenti di partecipazione diretta (dall’art. 1 al all’art. 7)

le norme di costituzione e funzionamento dei circoli (dall’art. 8 all’art. 15).

Il PD Circolo Territoriale di Santa Maria a Vico al fine di regolare al meglio il funzionamento degli organi del Circolo, nel pieno rispetto delle regole statutarie nazionali e regionali, si dota dei seguenti Regolamenti, approvati dal Coordinamento:

A)Regolamento Circolo Territoriale;
B)Regolamento Candidature Elezioni Comunali;
C)Regolamento finanziario.











REGOLAMENTO “CIRCOLO TERRITORIALE” PD SANTA MARIA A VICO

Il Coordinamento, in Commissione Regolamenti, fa propri gli articoli dello Statuto Regionale riguardanti il Circolo e li integra con proprie regole di funzionamento.

Il Regolamento “Circolo Territoriale” recepisce i seguenti articoli e relativi commi dello Statuto Regionale:

Art.8 (Circoli territoriali e d’ambiente)

1. I Circoli costituiscono le unità organizzative di base attraverso cui gli iscritti partecipano alla vita del Partito. Essi si distinguono in Circoli territoriali, legati al luogo di residenza, in Circoli di ambiente legati alla sede di lavoro e/o di studio, e in Circoli on-line, che sono costituiti sulla rete internet e ai quali è possibile aderire indipendentemente dalla sede di residenza, di lavoro e di studio.

2. In ciascuna porzione del territorio e in riferimento a ciascuna sede di lavoro o di studio può essere costituito un solo Circolo. In caso di partecipazione contemporanea a un Circolo territoriale e a un Circolo d’ambiente, fermo restando il diritto di partecipare alla vita politica interna di entrambi, l’iscritto deve indicare presso quale dei due Circoli intende esercitare gli altri propri diritti ai sensi del presente Statuto.

3. Gli elettori possono partecipare, senza diritto di voto, alle attività dei Circoli.


Art.9 (Istituzione dei Circoli)

1.La Direzione provinciale determina il numero dei Circoli territoriali e di ambiente e ne dichiara l’istituzione.

2. Avverso la decisione di cui al comma 1, 50 elettori possono ricorrere presso il collegio di garanzia provinciale, il quale si pronuncia entro 20 gg. In via definitiva.

3. In ogni caso dovrà essere previsto almeno un Circolo territoriale di base per ogni Comune.

4. Le modalità di costituzione dei Circoli on-line, il loro funzionamento, gli organi e le relative modalità di elezione sono stabilite da un apposito Regolamento approvato dal Coordinamento nazionale, ai sensi dell’art.14 dello statuto nazionale.


Art.10 (Organi del Circolo)

1.Sono organi del Circolo: l’Assemblea degli iscritti, il Coordinamento del Circolo, il Coordinatore del Circolo.

Il Coordinamento decide che si aggiungano agli organi statutari del Circolo il Tesoriere e la Commissione di Garanzia.

Art.11 (Assemblea degli iscritti)

1.L’Assemblea degli iscritti è luogo di confronto e di discussione tra gli iscritti al Partito nel territorio del Circolo medesimo, esprime indirizzi e partecipa alla vita politica del Partito.

2. Le sedute dell’Assemblea sono aperte agli elettori e alle elettrici, senza diritto di voto.

3. L’Assemblea elegge tra gli iscritti il Coordinamento e il Coordinatore, a voto personale, diretto e segreto.


Art.12 (Coordinamento del Circolo)

1.Il Coordinamento esercita la direzione politica del Circolo nel rispetto degli indirizzi deliberati dall’Assemblea.

2. Il Coordinamento può approvare una motivata mozione di sfiducia nei confronti del Coordinatore con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei membri. In tal caso, entro e non oltre trenta giorni, il Segretario provinciale procederà alla convocazione dell’Assemblea del Circolo per l’elezione del Coordinamento e del Coordinatore.

Il Coordinamento inoltre decide che si aggiungano all’art.12 dello Statuto Regionale i seguenti commi 3 e 4, a proposito della composizione e del funzionamento del Coordinamento:

3. Il Coordinamento si compone di un numero di membri, compreso il coordinatore, pari al minimo a dieci e al massimo al 10% degli iscritti al PD di Santa Maria a Vico.

4. Il Coordinamento ha facoltà di sostituire un proprio membro nei seguenti casi:

a) assenza per cinque sedute anche non consecutive in un trimestre;
b) dimissioni.

In entrambi i casi il coordinamento o nomina nuovo membro il primo dei non eletti della lista di appartenenza del membro sostituito oppure convoca un’assemblea che dovrà eleggere il nuovo membro all’interno di una lista di candidati scelti dal coordinamento. Verrà eletto il candidato che riporta il maggior numero di voti.


Art.13 (Coordinatore del Circolo)

1.Il Coordinatore rappresenta il Circolo e ne esprime l’indirizzo politico alla luce della piattaforma programmatica approvata al momento della sua elezione, in base agli indirizzi espressi dall’Assemblea e a quelli risultanti dalla consultazione degli elettori e delle elettrici.

2. Il Coordinatore presiede l’Assemblea e il Coordinamento che dovrà convocare, entrambi, una volta al mese o quando ne venga fatta richiesta da almeno un terzo dei rispettivi componenti.

Il Coordinamento inoltre decide che si aggiungano i seguenti commi 3 e 4:

1.Le riunioni di Coordinamento sono valide con la presenza della maggioranza assoluta (50%+1) dei suoi membri (in seguito numero legale).

Il Coordinatore del circolo, verificato il numero legale, stabilisce, avendo sentito i membri del Coordinamento presenti, l’ordine del giorno secondo il seguente schema:

a ) argomenti proposti in discussione;

b) argomenti proposti in discussione e votazione;

c) varie ed eventuali.

Il Coordinatore in concerto con il Coordinamento può stabilire un calendario e un tempo di discussione e degli interventi per rendere più efficaci ed efficienti le sedute di lavoro.

Gli argomenti da votare devono essere presentati in forma scritta al coordinamento con firma di almeno un quarto dei componenti del coordinamento. I presentatori scelgono un relatore che sintetizza la mozione. Hanno diritto a replicare i membri del coordinamento nella forma di uno a favore e di uno contro.

La votazione, cui prendono parte tutti i membri del Coordinamento, compreso il Coordinatore, avviene per alzata di mano.
La votazione è valida solo in presenza del numero legale.
Passa la mozione che ha la maggioranza assoluta di tutti i membri del Coordinamento in prima votazione.
In mancanza, il coordinatore stabilisce una seconda votazione: passa la mozione a maggioranza assoluta dei membri presenti, in presenza del numero legale.
In caso di parità, prevale la posizione del coordinatore.

E’ sempre richiesta una votazione con numero legale e a maggioranza assoluta di tutti i membri del coordinamento nelle seguenti votazioni:

Partecipazione del Pd a coalizioni elettorali;
Proposta di modifiche regolamentari (da sottoporre all’Assemblea);
Scelta degli assessori nei consigli comunali sostenute dal PD direttamente o in coalizione e di incaricati a ruoli istituzionali in quota PD.

Quando si tratta di argomenti/mozioni solo da discutere, ogni membro ha diritto di parola, secondo un calendario concordato al momento con il Coordinamento.


4. Le riunioni di Assemblea e di Coordinamento sono sintetizzate in un verbale approvato e sottoscritto dai almeno tre membri del Coordinamento e dal Presidente di garanzia o in sua vece da un consigliere di Garanzia.
Le riunioni possono essere registrate su supporto multimediale; in tal caso è stesa una sintesi della riunione sul verbale.

5. In caso di perdita dello stato d’iscritto, d’incompatibilità non sanata, di dimissioni o impedimento protratto del coordinatore, il segretario provinciale, con le stesse modalità di cui all’art. 12 comma 2 dello statuto regionale, provvede alla convocazione dell’assemblea del circolo. Per assicurarne il regolare funzionamento, il compito di coordinatore del circolo è assunto, temporaneamente e fino all’elezione del nuovo coordinatore, dal consigliere del coordinamento più anziano.

Art.14 (Elezione del Coordinamento e del Coordinatore del Circolo)

1. Le candidature a Coordinatore sono presentate, almeno sette giorni prima delle elezioni, unitamente alla piattaforma programmatica e a una lista collegata di candidati componenti del Coordinamento, formata con parità e alternanza di genere.

2. E’ eletto Coordinatore il candidato che ha riportato il maggior numero di voti. L’attribuzione dei seggi alle liste avviene in proporzione ai voti riportati da ciascuna lista, secondo le modalità previste da apposito regolamento.

3. Il Coordinatore e il Coordinamento durano in carica tre anni.


Art.15 (Poteri sostitutivi)

1.Per assicurare il regolare funzionamento della democrazia interna, in caso di necessità o di grave danno al partito in seguito a ripetute violazioni statutarie o di gravi ripetute omissioni, la Direzione Provinciale, a maggioranza assoluta dei suoi componenti può convocare un’elezione anticipata del Coordinamento e del coordinatore del circolo, individuando allo stesso tempo un organo collegiale di carattere commissariale.


REGOLAMENTO CANDIDATURE ALLE ELEZIONI COMUNALI
Il Coordinamento, in merito alle Candidature a incarichi istituzionali, decide di fare proprie gli articoli dello Statuto Regionale e li integra con un proprio Regolamento.

Il Coordinamento accoglie i seguenti articoli dello Statuto Regionale:

Art.26 (Scelta dei candidati per le cariche istituzionali)

1. I candidati dal PD della Campania alle cariche di Sindaco, Presidente della Provincia e Presidente della Regione vengono selezionati con il metodo delle primarie, ai sensi degli artt. 18 e 20 Statuto nazionale.

2. Il metodo delle primarie è inoltre utilizzato per la selezione dei candidati per le assemblee elettive regionali e sub regionali, laddove la rispettiva legislazione elettorale non preveda la possibilità di esprimere il voto di preferenza.

3. Le liste dei candidati del PD della Campania alle altre cariche elettive sono approvate dall’Assemblea del livello territoriale corrispondente, a maggioranza assoluta dei componenti, previa ampia consultazione degli iscritti e delle iscritte e secondo i principi di cui all’art. 19, comma 1, dello Statuto nazionale.

4. FORMAZIONE DELLE LISTE

Per le norme che regolano la Candidatura a Sindaco si accolgono l’art. 18, commi 4,5, 6, 7, 8 dello Statuto Nazionale e l’art. 4 del Regolamento Quadro Nazionale ( 17-07-2008) per la selezione delle candidature alle cariche istituzionali.

Nelle elezioni comunali, sono candidabili a consigliere comunale :
a)Le iscritte e gli iscritti al Circolo Comunale che abbiano partecipato continuativamente (almeno il 70% delle sedute, da verbale) alle Assemblee di Circolo e contribuito regolarmente (pagamento quota mensile) al Circolo Comunale.
La quota di candidati proveniente dagli iscritti non può essere inferiore al 30% dei componenti la lista.
b)I componenti del Coordinamento, Coordinatore compreso, della Commissione di Garanzia;
La quota di candidati proveniente dai membri del Coordinamento e della Commissione di Garanzia non deve superare il 40% dei componenti la lista.
c)Le cittadine e i cittadini, simpatizzanti del P; membri di associazioni culturali locali; iscritti all’Albo degli elettori e delle elettrici del PD.
La quota di candidati proveniente da questo cluster non può essere inferiore al 30% dei componenti la lista.
4. Il Coordinamento è l’organo del Circolo Territoriale che si occupa, previa ampia consultazione e pubblicizzazione del metodo di scelta presso l’Assemblea e la base in genere, delle candidature alle elezioni comunali ed è tenuto a rispettare i principi enunciati all’art.18, comma 9 e all’art.19, comma 1 dello Statuto Nazionale.


Art.27 (Limite dei mandati)

1. Non è immediatamente ricandidabile da parte del PD della Campania per la carica di consigliere regionale, provinciale, comunale, municipale, circoscrizionale chi ha già ricoperto il medesimo ufficio per tre mandati consecutivi.

2. L’iscritto al partito che, pur ricoprendo un incarico istituzionale elettivo o di nomina, si candidi ad altra carica elettiva ha l’obbligo di dimettersi all’atto dell’ingresso nella nuova carica.

Art.28 (Incandidabilità e incompatibilità)

1. Non sono candidabili da parte del PD della Campania, a ogni tipo di elezione, anche di carattere interno al Partito, coloro nei cui confronti, alla data di pubblicazione della convocazione dei comizi elettorali, sia stata:
a) emessa misura cautelare personale non annullata in sede d’impugnazione;
b) emessa sentenza di condanna, ancorché non definitiva, ovvero a seguito di patteggiamento;
c) per un reato di mafia, di criminalità organizzata o contro la libertà personale e la personalità individuale; per un delitto per cui sia previsto l’arresto obbligatorio in flagranza; per sfruttamento della prostituzione; per omicidio colposo derivante dall’inosservanza della normativa in materia di sicurezza sul lavoro.

2. Non sono candidabili da parte del PD della Campania, a ogni tipo di elezione, anche di carattere interno al Partito, coloro nei cui confronti, alla data di pubblicazione della convocazione dei comizi elettorali, ricorra una delle seguenti condizioni:
a) sia stata emessa sentenza di condanna, ancorché non definitiva ovvero a seguito di patteggiamento, per delitti di corruzione nelle diverse forme previste e di concussione;
b) sia stata emessa sentenza di condanna definitiva, anche a seguito di patteggiamento, per reati inerenti a fatti che presentino per modalità di esecuzione o conseguenze, carattere di particolare gravità;
c) sia stata disposta l’applicazione di misure di prevenzione personali o patrimoniali, ancorché non definitive, previste dalla legge antimafia, ovvero siano stati imposti divieti, sospensioni e decadenze ai sensi della medesima normativa;

3. Le condizioni ostative alla candidatura vengono meno in caso di sentenza definitiva di proscioglimento, o di annullamento delle misure di cui al comma 2 lett. c).

4. Non sono candidabili da parte del PD della Campania, a ogni tipo di elezione, anche di carattere interno al Partito:
a) i proprietari o coloro che ricoprano incarichi di presidente o di amministratore delegato di imprese che operano a livello nazionale nel settore della informazione, ovvero il loro coniuge, parenti o affini;
b) i proprietari ovvero coloro che ricoprano incarichi di presidente o di amministratore delegato di imprese che operano nel settore della informazione a livello locale, nel caso in cui l’organo di garanzia territorialmente competente previsto dallo Statuto accerti che - per il rilievo dell’attività dell’impresa - si possa determinare un sostegno privilegiato a loro esclusivo vantaggio.

5. Ove sopravvengano le condizioni di cui ai commi precedenti, gli eletti, i titolari di incarichi all’interno del Partito, ovvero il personale di nomina politica, rassegnano le dimissioni dal relativo incarico.

6. Sono incompatibili alla carica di Coordinatore di circolo, di Coordinatore comunale, di Segretario provinciale e di Segretario regionale i sindaci, gli assessori regionali, provinciali e comunali, i presidenti di enti pubblici e misti in carica al momento della presentazione delle candidature.

7. Tutte gli altri incarichi amministrativi acquisiti sono incompatibili con il ruolo di membro del Coordinamento o di Consigliere di garanzia.

Organi di garanzia


(Commissione di Garanzia)

1.E‘ istituita una Commissione di Garanzia del Circolo Territoriale, formata da tre componenti, eletti dall’ Assemblea per quattro anni. La Commissione elegge al suo interno il Presidente.

2.I componenti della Commissione di Garanzia sono scelti fra gli iscritti e le iscritte al PD Circolo Territoriale di riconosciuta competenza ed esperienza, residenti nel territorio del circolo.

3. La Commissione di Garanzia vigila sulla corretta applicazione dello Statuto nazionale, dello Statuto regionale, del Codice etico, del presente Statuto Comunale e dei Regolamenti da parte degli elettori e delle elettrici, degli iscritti e delle iscritte e degli organi del PD Circolo Territoriale.

4. La Commissione segnala le controversie più rilevanti agli organi di competenza provinciali, regionali e nazionali.
Norme transitorie

1)I regolamenti, definiti in apposite commissioni istituite dal Coordinamento e pubblicizzati in Assemblea, devono essere approvati dalla maggioranza assoluta dei membri del Coordinamento.

2)I regolamenti sono emendabili con voto a maggioranza assoluta del Coordinamento, dopo essere stati pubblicizzati in un’apposita Assemblea.

3)In via transitoria, il numero dei membri del Coordinamento è stato fissato dall’Assemblea Costituente del Circolo Territoriale del 29 giugno 2008, in dodici, compreso il Coordinatore.

4)Il Coordinamento si doterà di un Regolamento Finanziario approvato a maggioranza assoluta dei suoi membri.

Un importante 14% alle elezioni per il Parlamento Europeo

Il Partito Democratico di Santa Maria a Vico non può dirsi che soddisfatto dell’esito di queste elezioni europee. Il risultato ottenuto, pari a circa 870 voti, equivalente al 14% sul totale dei votanti, anche se basso, ha confermato che il Pd è il primo partito del centrosinistra a Santa Maria a Vico, distanziando di più di 200 voti il buon risultato dell’IdV. Dati molto importanti da tener presente nell’analisi di questa tornata elettorale e che evidenziano il radicamento del partito sul territorio sono: la presenza di un candidato locale, in quota UDC, che ha ottenuto circa 200 consensi in più del Pd; la campagna elettorale “a tappeto” del PdL spinto dalla chimera di far eleggere la Stasi affinché un nostro concittadino potesse occupare un posto al Parlamento italiano; il comportamento incoerente di grandi elettori ed iscritti al Pd che in questa tornata elettorale non hanno disdegnato di fare caseggiato per l’UDC o il PdL.
«I risultati di queste elezioni dimostrano la robustezza del gruppo che crede e lavora nel Partito Democratico a Santa Maria a Vico. – dichiara il segretario, Carmine De Lucia – Chi ha fatto votare altri partiti ha dimostrato il basso livello di affezione e, soprattutto, la volubilità legata al proprio interesse occasionale. Con noi ci saranno sempre più persone coerenti e con la voglia di partecipare». Da questo risultato, il Pd sicuramente sarà il partito che indicherà il nome del candidato a sindaco del centrosinistra per le future amministrative.
«Esprimendo solidarietà ai candidati locali – conclude De Lucia – riscontriamo, per la seconda volta, come il Presidente Papi Berlusconi abbia preso in giro il nostro territorio, illudendo i cittadini e sfruttando i loro voti per, poi, disattendere le promesse fatte. (La Stasi, infatti, non è stata eletta) Contrariamente ai modi personalistici adottati da Berlusconi, il nostro partito, lavorerà con impegno per portare Santa Maria a Vico ad essere rappresentata in Parlamento con scelte provenienti dal territorio e non imposte dall’alto».

sabato 30 maggio 2009

domenica 19 aprile 2009

Un successo per il convegno-dibattito "Territori e Legalità"

SANTA MARIA A VICO – Il circolo del Pd i Santa Maria a Vico ha iniziato nel migliore dei modi l'ascolto e la risoluzione dei problemi del paese. La cappella del Chiostro della Basilica di Maria SS Assunta ha visto l'affluenza di tante persone per ascoltare i relatori e partecipare al dibattito che ne è seguito. A dare il via al convegno, moderato da Valentina Crisci, è stato Bruno Vallefuoco, che ha raccontato ai presenti il dramma da lui vissuto con l'uccisione del figlio Alberto a causa di un «errore» nell'individuazione delle reali vittime dell'agguato che a Pomigliano D'Arco, nel 1998, ha tolto la vita a tre giovani innocenti. È seguito l'intervento di Lorenzo Diana che ha spiegato le modalità di funzionamento della camorra, del percorso ch utilizza per insinuarsi nella vita e nelle attività pubbliche e delle misure da adottare per opporsi ad essa. L'intervento di Vito Faenza ha dimostrato come l'informazione sia spesso accondiscendente nei confronti delle organizzazioni criminali e come la trasparenza e la chiarezza siano una efficace arma di opposizione. L'avvocato Giuseppe Stellato, infine, ha spiegato i passaggi e il ruolo della magistratura nell'ambito dei processi ai camorristi. Dopo gli oratori hanno preso la parola persone dal pubblico tra cui il sindaco uscente Adriano Telese, l'ex consigliere di opposizione Ernesto Savinelli, l'ingegnere Michele Senatore. «Il Pd è questo. - conclude il segretario Carmine De Lucia – Chiunque all'interno o vicino al Pd navigherà in aree grigie o, addirittura, oltre la legalità, sarà allontanato, perché non degno di rappresentare le cause o gli interessi di persone per bene».

RIFLESSIONI SUL TEMA DEL CONVEGNO "TERRITORI E LEGALITÀ" DI AGOSTINO MORGILLO

Buona sera a tutti gli intervenuti,
sono Agostino Morgillo, ho 35 anni. Fino a pochi mesi sono stato un lavoratore precario. Sono ormai passati 7 anni da quando ho conseguito una laurea ed un master, ho sperimentato sulla mia pelle molte delle forme contrattuali atipiche che la legge consentiva ai datori di lavoro di poter sfruttare per rendere “flessibili” le rispettive piante organiche e risparmiare qualche euro. Da luglio del 2008 fino a due mesi fa ho tentato, invano, di trovare lavoro qui, nella nostra terra…in Regione Campania. Mi sono ritrovato a sbattere contro un muro di gomma, respinto per i più disparati motivi…per alcuni ero troppo in là con gli anni, per altri troppo specializzato, qualcuno mi ha fatto capire di non gradire la mia militanza politica e sindacale. Mi ritengo comunque un privilegiato, ho avuto una famiglia che mi ha permesso, tra molti sacrifici, di poter studiare. Ho pensato a quanti non hanno potuto fare altrettanto e stanno incontrando difficoltà maggiori rispetto alle mie. Mi sono rimboccato le maniche e, come libero professionista, sto tentando di scommettere di nuovo, investire un’altra volta sulla mia Terra d’origine. In questi anni non ho mai pensato di emigrare per cercare fortuna altrove,e non perché non ne avessi avuto l’opportunità. Bisognava rimanere, qui c’è tanto da fare, troppo da fare. Mi basta una vita dignitosa e finchè posso, voglio dare il mio piccolo contributo per aiutare a creare le condizioni perché tutti noi si possa godere di una vita “normale”, caratterizzata da un:
-un ambiente salubre: in questa regione dove l’ecosistema è stato sistematicamente devastato, depredato, depauperato, violentato in modo spregiudicato e con conseguenze incalcolabili;
-un’istruzione di base per tutti: penso alla forte dispersione scolastica che ancora oggi riguarda migliaia di ragazzi. La scuola è uno dei primi anticorpi contro le camorre. Un filo di paglia da solo non fa nulla ma se intrecci tanti fili fai una corda resistente;
-una casa per tutti: dirit­to alla casa è il diritto alla cit­tà. Diritto alla casa per denunciare il degrado dei quartieri popolari, per rivendicare la vivibilità del territorio urbano. Mi riferisco ai senza tetto di sempre, i terremotati, i coabitanti, gli abitanti dei tuguri, gli sfrattati. Mi riferisco a coloro che non hanno alcuna proprietà e che non possono pagare gli alti fitti del “libero mercato”, ai lavoratori, regolari e non, in cassa integrazione e in disoccupazione, in mobilità o ai lavoratori socialmente utili. Mi riferisco a coloro che sono costretti a vivere nelle grandi periferie dove ci sono solo palazzoni tristi e fatiscenti, e poi nient’altro, a quelli ammassati nei bassi del centro storico, costretti all’umidità ed alla sporcizia, al traffico ed ai rumori;
-un lavoro: svuotare il più possibile quelle sacche di povertà, di disoccupazione in cui vengono deluse le aspirazioni dei giovani senza futuro, i loro bisogni non più procrastinabili. La nostra è una Repubblica fondata sul lavoro, concretizziamo questo principio, oggi ancora troppo astratto nelle nostre terre. La lotta alla criminalità organizzata comincia dal lavoro, dalla dignità delle persone, dal creare le condizioni affinché le persone non debbano essere private della loro libertà e della loro dignità.
-un “sano” funzionamento degli enti pubblici e della politica: penso ad un codice etico per i Comuni, il varo definitivo delle norme anti-infiltrazioni nella macchina burocratica delle istituzioni, alla stazione unica appaltante con l’obiettivo di tutelare, di più e meglio, il sistema produttivo e favorire lo sviluppo economico creando un cordone di sicurezza che riduca la permeabilità e la vulnerabilità degli enti locali e delle imprese di fronte alla minaccia della criminalità organizzata, la revisione delle norme sullo scioglimento dei Comuni per infiltrazioni mafiose. La possibilità di licenziare i dipendenti dell’apparato burocratico, veri e propri uomini cerniera tra le camorre e le amministrazioni. Agli amministratori non solo spetta il compito di difendere e promuovere l’interesse collettivo, ma anche quello di vigilare sui dirigenti. Nelle ultime due legislature un centinaio di parlamentari ha cambiato casacca e a veicolare il consenso sono ormai le singole persone e non i partiti. Dobbiamo rompere questo perverso ed antidemocratico meccanismo, chiedo al partito di non candidare personaggi chiacchierati e compromessi, non rincorriamo a tutti i costi i grandi elettori, fermiamoci un minuto prima di accettare una candidatura, non dobbiamo vincere a tutti i costi, nella falsa convinzione che dopo alcuni personaggi possano essere “gestiti”, isolati. Sarà troppo tardi, ci saremo già compromessi. Iniziamo a chiedere l’antimafia ad ogni potenziale candidato. Ma non basta. Il rapporto camorra-politica riguarda tutti, ci sono le imprese che finanziano le campagne elettorali di candidati improponibili e ci sono i cittadini che barattano il loro voto in cambio di favori. Potremo immaginare un futuro di diritti, solo se saremo in grado di rispettare i doveri;
-dalla memoria: dobbiamo fare me­moria. E’ innanzitutto un dovere di riconoscenza verso chi ha seminato con la propria vita, il proprio sangue una testimonianza che non ci può essere rubata da alcunchè. Le vittime di queste bestie hanno testimoniato e ci hanno passato una torcia perché continui a illumina­re la nostra esistenza. Don Luigi Ciotti nel ricordare, nel ringraziare tutte le vittime delle mafie, amaramente ha commentato: “Tutte queste persone sono morte perché noi non siamo stati abbastanza vivi”. Chi ha perso la vita per la giustizia, le vittime innocenti, in realtà hanno donato la loro esistenza per un idea superiore. Hanno tracciato un percorso che noi abbiamo il compito di seguire e il dovere di non scordare.
-un’informazione “sana”. Ricordiamo tutti l’intervento di Saviano a “Che tempo che fa” sulla nostra stampa provinciale. Grazie all’aiuto di certa stampa si viene isolati, si insinua il dubbio, si viene uccisi due volte. Voglio esprimere la mia solidarietà, in questa occasione, ad un giornalista, un nostro comprovinciale di Pignataro Maggiore, che non ha conquistato la ribalta dei media nazionali ma che comunque ha subito attentati e minacce e rischia la vita per aver scelto di lavorare con la schiena diritta. Enzo Palmesano. Da alcune intercettazioni ambientali emerse che il capocosca locale Vincenzo Lubrano parlava spesso e con rabbia di due giornalisti "che scassavano 'o cazzo": uno era Giancarlo Siani, che la famiglia Nuvoletta-Lubrano aveva già provveduto a far assassinare, e del sopravvissuto, miracolosamente, Enzo Palmesano, eliminato chirurgicamente da una manovra di giornalisti proni, editori compiacenti, politici conniventi e convergenti e boss mafiosi autori di “proposte che non si possono rifiutare”.

Tutto questo senza doversi piegare alle camorre,ai soprusi e senza dover abbandonare le proprie radici. La nostra Terra ha tante potenzialità da poter esprimere. Ognuno di noi deve lavorarci. Voglio trasformare la mia rabbia in qualcosa di positivo. Credo fortemente nel contributo che ognuno di noi può e deve dare perché tutto ciò si realizzi. La parola d'ordine è continuità. Contro la camorra bisogna combattere tutto l' anno, perchè per tutto l'anno agisce la criminalità organizzata. Non dobbiamo girarci dall'altra parte, e non dobbiamo far passare nelle nostre menti un concetto di legalità sostenibile che accetta mediazioni. Non chiediamo solamente allo Stato, dobbiamo essere noi cittadini i primi a fare il nostro dovere, la nostra parte. Se ognuno di noi pensasse solo a coltivare il proprio orticello, si chiudesse tra le quattro mura di casa propria, di che futuro potremo godere, in quale società ci ritroverremo a vivere tra qualche anno?, Quale società consegneremmo a chi verrà dopo di noi? E’ la domanda che mi pongo ogni volta che guardo negli occhi i miei nipotini di nemmeno un anno. Riappropriamoci di questa terra.
E’ giusto chiedere alle istituzioni di fare la loro parte ma solamente se la faremo an­che noi. Siamo tanti, la maggioranza, un popolo e non saranno i camorristi ad avere il sopravvento. Non dobbiamo arrenderci, con l’impegno ce la fare­mo. Tutti insieme.
Viviamo in terre ed in un momento storico-politico, in cui dobbiamo parlare con la massima chiarezza, senza metafore o giri di parole, senza buonismi o pelosi garantismi ad una criminalità organizzata che ha fatto terra bruciata nella società, che ritiene di essere padrona assoluta della vita e della morte, oltre che dell’economia, della dignità, dei diritti. A Santa Maria a Vico solo negli ultimi due mesi si sono registrati attentati dinamitardi a scapito di attività commerciali, minacce e percosse a consiglieri ed assessori comunali, l’incendio di alcuni locali comunali dove erano custodite le telecamere che avrebbero dovuto essere installare per il controllo del paese. Negli ultimi anni una frazione del paese è divenuta una delle piazze di spaccio più importanti della regione, vengono a rifornirsi qui dalle provincie di Caserta e di Benevento e da una parte della provincia di Napoli. Sotto gli occhi di tutti, alla luce del sole. A Cervino, un paese a due chilometri da S. Maria a Vico, l’anno scorso è stato ucciso il primo cittadino. E’ stato rinchiuso in un'auto e legato. Il veicolo è stato cosparso di liquido infiammabile e dato alle fiamme. L'uomo è riuscito ad aprire uno sportello e ad uscire dall'abitacolo, presumibilmente avvolto dalle fiamme. Il cadavere è stato trovato nei pressi dell'auto.
Sono trascorsi 14 mesi e nulla ancora è dato sapere. Tutto questo non è normale, non possiamo assuefarci.
Sfidiamo, allora, chi sull’altare del potere, dei soldi è disposto ad immolare tutto e tutti. Nessun “se” o “ma”, nessuna tolleranza nei confronti di chi ritiene che si possa convivere con la camorra e dunque la capacità di sfidare la camorra, portarla allo scoperto, mostrarla in tutta la sua miserabile essenza, senza alcun folklore o mitologia.
Combattiamo qualsiasi “zona grigia”.Una complicità manifesta, esibita che spesso diventa quasi uno status. A qualcuno mostrarsi complice del camorrista a volte dà forza, glii serve, nella politica negli affari, nel suo ruolo sociale. E’ molto più insidiosa, più pericolosa, più dannosa l’area grigia, quei cento passi fra carnefice e vittima entro i quali trovi anche gli la gente perbene che, però, al momento opportuno, invece di dire sta zitta, invece di fare qualcosa tiene le mani in tasca, invece di guardare in faccia le persone si gira dall’altra parte. La camorra si è nutrita di zona grigia, di un luogo in cui le responsabilità erano di tanti insospettabili che hanno deciso di lasciarsi andare, disarmare, che avrebbero potuto fare, da professionista, da giornalista, da politico, la loro parte.
E’ il limite del nostro tempo: esiste un loro ed un noi che separa e che sottrae anche responsabilità.
Dobbiamo ricostruire dalle fondamenta un’idea del vivere civile affrancato dalla camorra, la pienezza del proprio destino, dei propri diritti, la responsabilità di riappropriarci fino in fondo delle nostre vite. Sarebbe una bella stagione, di grande forza, grande dignità, grande responsabilità, grande fatica perché penso che vivere sotto il tallone della camorra, per alcuni, sia anche più semplice, più comodo. Altri pensano per te, altri a cui hai consegnato la tua vita: alla fine molti si sentono in pace con loro stessi, non hanno bisogno di mettersi in gioco ogni giorno. Il primo giorno di una terra liberata dalla camorra è un giorno in cui ciascuno torna ad essere fino in fondo cittadino e vive la pienezza delle sue responsabilità.
Dobbiamo perseguire la coerenza, la credibilità e soprattutto è importante la continuità delle nostre azioni, scelte e dei nostri impegni, è anche questo il senso di essere qui. Il coraggio, la normalità del bene dovrebbe essere la vera struttura di tutta la nostra società. Solo allora aveva ragione Fava quando affermava: “A che serve essere vivi se non si ha il coraggio di lottare”. Già…il coraggio di lottare, ognuno per la propria piccola parte, per il proprio ruolo, per le proprie competenze. Noi chiediamo alle istituzioni che espletino il loro dovere fino in fondo. Noi dobbiamo divenire una spina, nel senso della proposta, nel fianco delle istituzioni per chiedere ciò che è giusto, e cioè la giustizia sociale, la verità, i diritti. C’è bisogno che i diritti non siano scritti solo sulla carta, non siano solo parole enunciate ma che siano carne, siano vita. C’è bisogno di creare queste condizioni. Ci ricordava il gen. dalla Chiesa: che lo Stato dia come diritto ciò che le organizzazioni criminali danno come favore.
Dobbiamo innanzitutto essere credibili. Dobbiamo essere corresponsabili perché noi possiamo e dobbiamo chiedere alle istituzioni di fare la loro parte ma se noi facciamo innanzitutto la nostra parte fino in fondo con coerenza. Non ci deve essere solo la denuncia, giusta doverosa sempre seria e documentata. Ma deve esserci sempre anche la proposta.
Si pongano in essere delle politiche per le famiglie, si creino le condizioni di un sano protagonismo e una sana partecipazione. Chiedo alla nostra società un aiuto concreto, ci aiuti a vivere il passaggio dal sogno al progetto, dall’apprendimento al senso di responsabilità.
La Costituzione è il testo fondamentale che ci insegna le regole dell’essere cittadino e che nessuno tocchi quella prima parte della Costituzione italiana, nessuno la tocchi, è la nostra Costituzione, dobbiamo fare in modo che diventi sempre di più cultura e costume e soprattutto qualcuno non confonda la giustizia con la legalità. La giustizia è la realizzazione effettiva dell’uguaglianza dei diritti e le opportunità dei doveri per le persone. Il concetto di legalità è fin troppo abusato, sono troppi quelli che lo piegano a facili strumentalizzazioni e per legittimare misure e provvedimenti che vanno in direzione contraria a quella della giustizia sociale. Nel nome della legalità c’è chi la calpesta tutti i giorni. Allora aiutiamoci in modo propositivo a distinguere le buone leggi, quelle che promuovono i diritti di tutti i cittadini da quelle cattive fatte nell’interessi di pochi o incapaci di trovare il giusto equilibrio tra sanzione ed esclusione, tra penale e sociale.
Permettetemi un ultimo pensiero. Se, per un attimo, pensiamo che chi è stato ucciso sia un eroe forniamo a noi stessi un alibi, l’alibi per non fare niente, ciascuno di noi non deve essere chiamato a fare l’eroe, ma a essere un consapevole cittadino. Non dobbiamo mai abbassare mai la guardia, non lasciarsi ingannare da quanti vogliono farci credere che ci si possa sentire immuni dal cancro delle illegalità. Il rischio è che in un momento di crisi economica come quella che stiamo vivendo, di disuguaglianze sociali che alimentano le mafie e le camorre rischiamo tutti di diventare “portatori sani” di camorra. Non chiedo a tutti voi di essere eroi ma di essere “cittadini attenti”, ognuno col proprio impegno civile e nel proprio ruolo.
Falcone amava ripetere “Perché una società vada bene, si muova nel progresso, nell'esaltazione dei valori dello spirito, del bene, dell'amicizia, perché prosperi senza contrasti tra i vari consociati, per avviarsi serena nel cammino verso un domani migliore, basta che ognuno faccia il suo dovere”.

venerdì 17 aprile 2009

Territori e Legalità


Quando la crescita civile e democratica di una città viene intaccata dai personalismi e le barbarie di pochi...

Moderatore:

VALENTINA CRISCI - Direzione regionale PD

Relatori:

BRUNO VALLEFUOCO - Vittime della Camorra
DON TONINO PALMESE - Impegno dei Giovani contro le Mafie
VITO FAENZA - Informazione e Camorra
LORENZO DIANA - Camorra e Politica
GIUSEPPE STELLATO - Processi Penali

Sabato 18 aprile alle ore 18,00
presso la Cappella del Chiostro - Basilica Maria SS Assunta -
Piazza Aragona - Santa Maria a Vico (Ce)

giovedì 26 marzo 2009

lunedì 23 febbraio 2009

Franceschini eletto nuovo segretario del PD

"Adesso possiamo guardare al futuro. Perchè se è notte si farà giorno. E' tornato l'ottimismo, lavoriamo seguendo i nostri valori: la Costituzione, la Resistenza, la laicità dello Stato". Dario Franceschini eletto nuovo segretario del PD.

Un discorso con dei tratti intimi: la riflessione sui titoli dei giornali, i dialoghi con Veltroni. “In questi giorni ho letto di tutto su di me, e i miei amici mi hanno chiesto di fare un discorso che susciti calore ed emozione. Invece serve franchezza, serve guardarci negli occhi per capire i nostri limiti e ribadire l’orgoglio delle cose fatte. Ma dobbiamo rimboccarci le maniche tutti insieme. Spero che Arturo si candidi, perchè serve un confronto vero e autentico". Ed elenca tra le cose da rivendicare: il radicamento con 6.000 circoli, la velocità nel mescolare le provenienze perché “dove si sono fatte le primarie non si è visto lo schema ex DS contro ex Margherita”. E poi la scelta politica di rompere le vecchie alleanze (che attribuirà a Veltroni) e l’orgoglio per “il grande senso di responsabilità che ha non un PD contenitore, ma una cosa nuova. Non abbiate paura, non ci saranno crisi”.

L’omaggio a Veltroni. “Walter ci ha detto una cosa generosa e ha fatto una cosa rara quando ha detto “non ce l’ho fatta, me ne vado”. Voglio dirvi cosa gli ho detto in privato: “Non è vero, senza di te non ci sarebbero state né le primarie né il PD, staremmo ancora a parlare di FED, soggetti politici, pasticci, alleanze vecchie tutti contro uno, impossibilitate a governare”. Poi passa a parlare dei limiti: “il più forte è stata la nostra polemica, la qualità del governo era annullata dalle polemiche. Ed in campagna elettorale è sembrato che andassimo a una rottura con l’Ulivo e con Prodi. Non è così, il PD è il figlio dell’Ulivo. Romano Prodi ha pagato ingiustamente per un giudizio che non merita, ha governato in situazioni difficili, facendo cose straordinarie”.

Non tornare indietro. "Non abbiate paura", non ci sarà risultato elettorale per quanto negativo o scontro tra dirigenti per quanto feroce che "ci possano fare rinunciare all'idea che il nostro futuro è solo un futuro comune". Franceschini ammette le difficoltà che il PD dovrà affrontare nei prossimi mesi: “'Non posso – dice - nascondere la crisi in cui siamo, ma abbiamo costruito non solo un contenitore ma una nuova appartenenza ed è questa che crea dolore, delusioni perché è dettata dal sentimento di essere in una casa nuova, in una casa comune''.

Senza padrini, né protettori. "Mi hanno chiesto di fare il segretario, non il reggente, e io so che è un compito terribile perché la situazione richiederebbe una soluzione forte, più autorevole. Io sono consapevole della fragilità del modo in cui avviene l'elezione". Lo dice Dario Franceschini annunciando la sua segreteria come una segreteria di "servizio". "Non li ho chiesti e non ho fatto patti- dice- non avrò népadrini né protettori". Dario Franceschini spiega di aver accettato di candidarsi a segretario del Pd come un mandato di servizio assicurando di non avere mire personali per il futuro, e che quindi a ottobre terminerà il suo lavoro. "Io non l'ho chiesto - ha spiegato - volevo rifiutare. Ma poi sarebbe sembrata una fuga. Interpreto questo ruolo come servizio, sara' come un compito difficilissimo". Spiega che si occuperàdi gestire questa delicata fase "per affrontare le europee e garantire poi lo svolgimento del congresso". Ribadisce "io non l'ho chiesto, non ho fatto patti, non ho padrini, nè protettori. Non sono qui per preparare il mio destino personale - garantisce - il mio lavoro finisce ad ottobre". Franceschini ha annunciato che convocherà al più presto la direzione per stabilire le nuove regole". Se verrà eletto segretario oggi, inoltre, azzererà il governo ombra e il coordinamento nazionale. Lo ha ribadito davanti all'Assemblea Costituente: "Se mi eleggerete ricominceremo da lunedì. Azzererò il coordinamento, il governo ombra, non la direzione che è stata eletta". "Metterò in piedi nuove forme di collegialità con aperture al territorio, ai sindaci, ai segretari regionali". Ma, ha avvertito, "non farò trattative con nessuno, sceglierò io. Sceglierò io e chi batte le mani adesso non venga domani a chiedere di nominare qualcuno. Sentirò gli uomini del partito ma senza coinvolgerle nella gestione del partito".

Collocazione europea. "Lavoreremo per costruire un luogo comune di socialisti e non socialisti, non entreremo nel Pse ma non potremo mai stare in un luogo in cui non ci siano i socialisti europei. Non fosse altro perché qui stiamo nello stesso partito". Nel suo intervento Franceschini parla anche del nodo irrisolto della collocazione europea. "Lavoreremo- aggiunge - per costruire in Europa un luogo in cui stiano insieme tutti i riformismi, quelli socialisti e i non socialisti. I tempi in Italia li abbiamo determinati noi. A quelli europei possiamo solo concorrere".

Laicità. Parli pure la Chiesa a difesa dei suoi valori, ma "per tutti noi è inviolabile il principio sacro della laicità dello Stato". Dario Franceschini incassa l'applauso dei delegati affrontando di petto i temi bioetici: perchè nel Pd si registrano differenze "ancora così profonde" semplicemente perché sono "temi straordinariamente nuovi. Temi così nuovi- dice il candidato a segretario- su cui siamo impreparati. Ma la coscienza di un laico e un cattolico non si fanno le stesse domande, non provano le stesse paure e le stesse speranze?". Ecco, bisogna "andarsi incontro, in un lavoro comune, dobbiamo dialogare". Franceschini non glissa sul testamento biologico, prende una posizione chiara lanciando una domanda: "E' accettabile pensare di votare una norma come quella imposta dalla destra che impone l'alimentazione artificiale a una persona anche contro la sua volontà?". Certo, conclude, "io rispetterò e difenderò chi nel partito non se la sente di condividere questa scelta, ma "mai dimenticando che per tutti noi è inviolabile il principio sacro della laicità dello Stato".

Alleanze. Nessun ritorno al passato per quanto riguarda la questione delle alleanze. Lo sottolinea Dario Franceschini parlando dal palco dell'assemblea nazionale del Partito. ''Vocazione maggioritaria - si chiede Franceschini - o coalizione? Io mi chiedo perche' porre cosi' la questione visto che indietro non torneremo''. Il futuro segretario del Partito cita il fatto che dopo l'approvazione della soglia di sbarramento alle politiche si era parlato di una possibile caduta delle giunte nelle quali il Pd era alleato con la sinistra radicale e osserva ''non mi pare sia caduta nessuna giunta''.
''Ma e' chiaro - aggiunge - che dovremo costruire delle alleanze per vincere. Parlare con L'Udc e con i vecchi alleati''.

Sindacati. Nel suo intervento Franceschini si rivolge anche ai leader sindacati e ai lavorato. ''Noi siamo dalla parte dei lavoratori e quello che serve è un unico grande sindacato unitario'', afferma. Poi, rivolgendosi direttamente ai leader sindacali chiede di evitare che si ripeta quanto accaduto recentemente con un sindacato che è andato in piazza diviso: ''Evitateci questo dolore''.

Lotta all’evasione fiscale. Altro capitolo toccato è quello dell'evasione fiscale: la lotta agli evasori è per Franceschini una priorità, soprattutto in un momento in cui la gente è in difficoltà causa della crisi economica e se ''perderemo voti di qualche evasore - afferma - saremo lieti di perdere i voti di chi tradisce la comunità in cui vive''.

Governo. Franceschini riserva un affondo anche a Silvio Berlusconi e al suo governo. "Berlusconi ha in mente una forma moderna di autoritarismo, e ho misurato le parole. Non vuole governare il Paese, vuole diventare padrone d'Italia". Secondo Franceschini, il premier "vive come un ingombro il Parlamento e il ruolo di garanzia del presidente della Repubblica, arriva al cinismo di attaccare la Costituzione attorno al letto di un ragazza morente, al cinismo di sfruttare la paura per legalizzare le ronde, contro tutti i diritti umani". Per questo, "le nostre divisioni sono più colpevoli perchè in Europa - fa notare - solo nel nostro Paese abbiamo un presidente del Consiglio che offende la Costituzione, disprezza i principi della democrazia. Di fronte a ciò, e i riformisti alzano la voce e mettono in campo tutte le forze per difendere la Costituzione".

YouDem

Yes, We Can - Barack Obama